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Politica rappresentativa: serve uno spazio e un tempo di formazione e relazione contro il pink-washing

Politica rappresentativa: serve uno spazio e un tempo di formazione e relazione contro il pink-washing

di Tina Balì.

Ho letto sulle pagine di questo sito un interessante articolo di Donatella Albini, candidata alle elezioni regionali della Lombardia e mi sono resa conto che dopo il voto del 12 e 13 febbraio, nel quale anche io sono stata candidata per le elezioni regionali nel Lazio, non sono riuscita a mettere su carta le mie riflessioni sul voto. 

Da quanto tempo non sentivamo una donna parlare in questo modo (alla politica)?

Da quanto tempo non sentivamo una donna parlare in questo modo (alla politica)?

di Sandra Morano, tra le Fondatrici della Fondazione Scuola di Alta Formazione Donne di Governo

C’è qualcosa in comune tra le parole di Emma Ruzzon, la studentessa presidente del consiglio degli studenti, durante l’inaugurazione dell’anno accademico all’Università di Padova, e quelle delle donne che si sono dimesse dai più alti uffici pubblici. Questo discorso, insieme alle recenti dimissioni della prima ministra Sturgeon in Scozia, e, ancor prima, quelle della sua omologa Jacinda Ardern in nuova Zelanda, significano, anche se con tonalità diverse, un NO senza appello ad imperativi patriarcali, a strategie di successo indicate come infallibili, a meriti ignorati da governi e istituzioni formative che non hanno più nulla da offrire, soprattutto al mondo giovanile.

Elezioni regionali. Il confronto mancato e la necessità di scambio

Elezioni regionali. Il confronto mancato e la necessità di scambio

Dopo le elezioni regionali la Lombardia esce con la conferma del governatore Fontana. Cosa è cambiato nella vita delle cittadine e dei cittadini? Come è andata la campagna elettorale per chi ha deciso di “metterci la faccia”? Un profondo senso si solitudine è quello che emerge dalla testimonianza di Donatella Albini, consigliera comunale di Brescia, candidata all’ultimo turno elettorale, che sottolinea come sia necessario tra le donne “rendere visibile la relazione che ci sostiene, per prenderci cura una dell'altra, andando oltre le posizioni di rivendicazione, contrapponendoci alle logiche e ai giochi maschili di potere”. 
Proprio nei giorni scorsi, al Nonprofit Women Camp di Torino, Jennifer Guerra una giovane giornalista –  anche lei bresciana -, ha parlato di sorellanza come il “riconoscersi in una storia comune, ritrovare pezzi di me stessa nelle altre donne”, un processo che non è neutrale, ma si apprende e si costruisce, ogni giorno insieme.

A proposito degli ideali di cui non possiamo fare a meno

A proposito degli ideali di cui non possiamo fare a meno

di Lidia Campagnano, docente dell'Accademia della Maestria Femminile: Gli ideali dei quali non possiamo fare a meno

Non la scuola come la novella bizzarria che si chiama “istruzione e merito” appena rifondata su fantasie di autoritarismo, umiliazioni e disuguaglianza (insomma, a misura dell'attuale ministro), bensì la scuola come la intende la preside Annalisa Savino.

Accademia Alla fonte delle vite politiche | Gli ideali dei quali non possiamo fare a meno

Accademia Alla fonte delle vite politiche | Gli ideali dei quali non possiamo fare a meno

Dopo il successo della prima Accademia Alla fonte delle vite politiche, Lidia Campagnano torna a farci riflettere attraverso un percorso che riguarda "Gli ideali dei quali non possiamo fare a meno".

Gli ideali dei quali non possiamo fare a meno

Il vocabolo "ideale" sembra un reperto di tempi remoti, quantomeno nella cultura occidentale, e va sparendo dai discorsi, dotti o comuni che siano, a volte sostituito dal vocabolo "valori". Ma la sua antichità e il suo svanire hanno forse un senso, è una vicenda, la sua, che ci aiuta a indagare la qualità del nostro presente, quello personale e quello sociale, e a posizionarci di fronte alla vita che viviamo e alla storia che sembra crollarci addosso, incontrollabile e opaca.

Accademia Sul proscenio dell'Arte contemporanea

Accademia Sul proscenio dell'Arte contemporanea

Un precedente ciclo di incontri, dal titolo Nelle fessure dell’arte, aveva tentato di evidenziare come nel corso dei secoli la presenza e l’apporto delle donne all’interno della storia artistica siano stati quasi sistematicamente ignorati dai racconti ufficiali, nonostante la notevole messe di studi, in materia, prodotti dal pensiero femminista. Viceversa, Il percorso Sul proscenio dell’arte contemporanea prende atto di come, oggi, la matrice femminile dell’arte costituisca, per qualità e quantità, un dirompente fenomeno mondiale cui spesso, come attesta l’itinerario proposto,  il mercato dell’arte assegna  cifre di notevole entità.

La nostra pinacoteca. La Luce di Jo - Josephine  Hopper

La nostra pinacoteca. La Luce di Jo - Josephine Hopper

Ecco un nuovo appuntamento con la rubrica di approfondimenti sull'arte La nostra pinacoteca a cura di Francesca Mellone che vuole rivelare il contributo di alcune artiste nella storia dell'arte e dell'immaginario estetico.

La luce di Jo

Josephine Verstille Nivison sposata Hopper
(1883-1968)

Afghanistan. La sapienza delle donne spaventa ancora

Afghanistan. La sapienza delle donne spaventa ancora

In Afghanistan il governo talebano ha ordinato un divieto a tempo indeterminato dell'istruzione universitaria per le donne del paese, attraverso una lettera del ministero dell'istruzione superiore inviata a tutte le università governative e private. Di seguito una riflessione di Annarosa Buttarelli, direttrice scientifica della Scuola di Alta Formazione Donne di Governo.

Con occhi di donna: il modello della governance della sanità è fallito? Esistono alternative?

Con occhi di donna: il modello della governance della sanità è fallito? Esistono alternative?

di Sandra Morano, tra le Fondatrici della Fondazione Scuola di Alta Formazione Donne di Governo e Coordinatrice Area Formazione Femminile Anaao Assomed

Nel giugno 2019, a chiusura dei lavori della III Conferenza Nazionale “Donne Sanità Sindacato” di ANAAO Assomed, scrivevamo: ”più volte abbiamo lamentato sui temi della Sanità l’assenza di una visione: ecco un invito ad iniziare a discuterne”. Da allora abbiamo visto di tutto dalla crisi epidemica a quella climatica fino alla guerra vera in Europa. Per la sanità è stato un periodo durissimo fatto di emergenza, sacrifici, un lavoro infinito, anche ora che il virus sembra attenuare i suoi effetti.
Soprattutto il SSN ha sentito la mancanza di una vera vision e di una altrettanto vera analisi delle sue fragilità a partire da quella relativa al suo capitale umano, cioè quelle donne e quegli uomini che ogni giorno ne garantiscano la sua esistenza e la sua continuità. Quel che resta, infatti, di un progetto che solo 40 anni fa sembrava un ideale di universalità da sviluppare al meglio, è oggi un sistema alle prese con un lavoro di cura da esplicitare al meglio e che dovrà anzitutto rimodellarsi su uno shifting di genere.

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Scuola Alta Formazione Donne di Governo


L'unica istituzione femminile dedicata a una nuova formazione, che offre a tutti e a tutte la possibilità di realizzare un cambio di civiltà nei vari aspetti del cammino umano: scuola, cultura, economia, famiglie, arti, scienze.

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