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25 Novembre. Valeria Valente per la Fondazione. Quanto c'è ancora da fare contro la violenza sulle donne?

25 Novembre. Valeria Valente per la Fondazione. Quanto c'è ancora da fare contro la violenza sulle donne?

In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne, abbiamo chiesto alla Senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, quanto ancora c'è da fare per combattere un fenomeno che, come lei dichiara, è insito nella cultura del nostro Paese.

Chi ha "rotto il soffitto di cristallo sopra di noi"?

Chi ha "rotto il soffitto di cristallo sopra di noi"?

di MariaRosa Conti, cofondatrice del coordinamento de La novità Storica

Dopo le elezioni politiche in Italia svoltesi il 25 settembre 2022 che hanno portato alla nomina della prima donna alla presidenza del Consiglio dei Ministri la “carovana” della Novità Storica – Donne di Governo ha finalmente una lettura oggettiva da fare per dare un obiettivo culturale improcrastinabile alla politica di questo nuovo millennio.

La rete della Novità Storica è un’alleanza tra donne in maniera trasversale, pur restando nel proprio partito (e dentro i suoi orizzonti), ma con coraggio della dissidenza e partendo dalla necessità di mettere al centro delle proprie pratiche la politica delle relazioni e la ricerca degli obiettivi comuni di governo per il bene della comunità.

Questa alleanza tra politiche nasce proprio dalle riflessioni di donne che sono nella politica istituzionale e amministratrici locali che hanno l’esigenza di governare le comunità, secondo la propria differenza.

Dall’inizio di questo mio personale percorso e traendo spunto proprio dalla comunità di cui sono amministratrice locale, ho purtroppo constatato che esiste un vero e proprio GAP generazionale nella politica delle donne, che spesso si traduce in un approccio NOI/VOI: bisogna trasmettere il femminismo storico (le giovani donne in politica lo sentono lontano e affermano che oggi non funziona più) adattandolo ai nuovi tempi e bisogna scrollarsi di dosso la lamentela di un certo femminismo (definita da qualche giovane amministratrice come una “malattia” di nostalgismo).

Noi donne che abbiamo la passione e la responsabilità della politica nazionale e locale in questo cambiamento di epoca e di filosofia del pensiero anche politico, dobbiamo chiederci e soprattutto avere l’autorevolezza e la determinazione di rispondere alla domanda di COME VOGLIAMO OGGI ESSERE FEMMINISTE.

Dai nostri incontri come rete La Novità Storica sono emersi tantissimi spunti e preziosi input di solida cultura politica al femminile, come ad esempio formarsi al “lievito madre” e costruire e custodire una propria “cassetta degli attrezzi”, che passi attraverso l’esempio individuale, una reale politica relazionale, un ascolto diretto oggi come oggi imprescindibile di fronte al distacco dimostrato dalle cittadine (in particolare) e dai cittadini verso la politica nazionale: ma chi e con quale metodo oggi si avvicina alle nuove generazioni di politiche e amministratrici locali per sostenerle in questo percorso?

Secondo la mia esperienza sul campo di amministratrice locale vi sono DUE QUESTIONI OGGI APERTE, quali principali nodi da affrontare e risolvere per dialogare e ricostruire la propria comunità di riferimento: la prima riguarda come contaminare reciprocamente il mondo della politica e il mondo dell’associazionismo, la società civile e della comunità stessa che si governa; la seconda invece verte su come affrontare il dato oggettivo che la TRENTUNESIMA Presidente del Consiglio dei Ministri in Italia oggi nell’anno 2022 è una donna, che per mia appartenenza politica e per la tradizione del governo femminile pone in essere politiche che non solo nel metodo, ma anche ideologicamente parlando non mi/ci appartengono.

Da donna nella politica istituzionale ho provato due emozioni confliggenti: commozione e rabbia. La commozione sincera è partita dal cuore, da cui deriva il mio individuale senso del dovere con cui adempio la funzione pubblica nella mia città con disciplina ed onore secondo l’art. 54 della nostra costituzione italiana: e per questo chi vive intensamente la propria azione politica non può non essere empatico nel vedere giurare una donna come presidente del Consiglio dei Ministri in Italia per la prima volta nella storia repubblicana. La rabbia è stata immediata quanto coeva al sentimento di empatia, perché da democratica e progressista, seppur in ottica liberale, credo ancora fermamente in una appartenenza ideologica che porta ad una ben precisa idea del mondo e del ruolo che la donna ha già in sostanza in esso: e sono fermamente convinta che tutto questo non sarà realizzato dall’ideologia radicalmente patriarcale, conservatrice e financo reazionaria che per appartenenza partitica la neoeletta presidente del consiglio rappresenta.

Che sia una operazione di facciata o meno è un dato oggettivo incontrovertibile che interroga le donne di centro e di sinistra.

Il patriarcato resiste ancora SOLO nelle istituzioni e nella testa delle donne che in qualche modo “collaborano”, come può essere la stessa presidente del Consiglio.

La Novità Storica ha un compito fondamentale: portare avanti la lotta femminista mondiale, per la trasformazione della convivenza e delle istituzioni, attraverso il protagonismo femminile autonomo e NON RICATTABILE.

"Bisogna pensare l'impensabile". Slogan del nuovo coraggio femminile

"Bisogna pensare l'impensabile". Slogan del nuovo coraggio femminile

di Annarosa Buttarelli - pubblicato su Lo Specchio de La Stampa domenica 23 Ottobre 2022

Il tempo è arrivato. Si potrebbe iniziare in questo modo per invitare a una presa di coscienza della inarrestabile presenza di donne sui diversi scenari che raffigurano la crisi globale, da cui tutte e tutti siamo attraversati, in un modo o in un altro. Vediamo sugli schermi e nelle piazze donne con una forte passione politica e un senso di responsabilità verso le sorti del mondo, tanto da rischiare, come è già capitato troppe volte nella storia, prevedibili contraccolpi repressivi e perfino l'aggressione ai propri corpi e alle proprie menti, entrambi generativi di vita, a differenza di quelli della gran parte dei maschi, troppo spessi auto-sacrificati all'agire mortale e mortifero.

25 Ottobre. La pace: tranquillità e inquietudine

25 Ottobre. La pace: tranquillità e inquietudine

La Fondazione Scuola di Alta Formazione Donne di Governo invita all'appuntamento organizzato presso la Casa della Memoria di Milano promosso da Assoetica e Fondazione Prioritalia per suscitare una riflessione generativa sul tema della pace, in occasione della settimana mondiale per il disarmo e nella giornata conclusiva degli eventi programmati nei dintorni del Festival dello Sviluppo Sostenibile.

Pace: tranquillità e inquietudine

Roma - Donne di Governo. La novità storica

Roma - Donne di Governo. La novità storica

Dopo aver coinvolto più di 190 donne impegnate in politica con gli appuntamenti in Lombardia, Marche ed Emilia-Romagna, Donne di Governo: La novità storica arriva a Roma, per incontrare le donne impegnate in una responsabilità politica ed amministrativa della Regione Lazio e della città metropolitana di Roma che sono state elette o rielette proprio un anno fa durante le amministrative di ottobre 2021.

L'incontro avrà come tema centrale: "L'avanzata dell'autorità delle donne?" con l'intenzione di partire da un comune denominatore esperienziale tra le partecipanti per attivare un dialogo che metta a fuoco cosa significa oggi governare in libertà e in fedeltà al proprio sentire.

L'avanzata dell'autorità delle donne?
28 Ottobre 16.30 - 19.00
Palazzo Valentini ROMA

Annarosa Buttarelli e Luana Zanella, direttrice scientifica e presidente della Fondazione Scuola di Alta Formazione Donne di Governo, dialogano con le partecipanti sulla loro prima esperienza da elette.

Scarica la locandina

 

Saluti istituzionali di

  • Roberto Gualtieri, Sindaco di Città metropolitana Roma Capitale*
  • Tiziana Biolghini, Consigliera delegata alle pari opportunità di Città Metropolitana Roma Capitale
  • Gianna Baldoni, Consigliera di parità della Città metropolitana di Roma Capitale

Intervengono

  • Svetlana Celli, Presidente Assemblea Capitolina
  • Lorenza Bonaccorsi, presidente primo municipio, referente Pari Opportunità di ALI,
  • Tina Balì, Segretaria Nazionale FLAI CGIL
  • Elena Bonetti, deputata alla Camera dei deputati,
  • Livia Turco, politica italiana.

Parteciperà il gruppo di coordinamento La novità storica: Donatella Albini, Alessia Cappello, Andrea Catizone, Maria Rosa Conti, Giovanna Piaia, Francesca Zajczyk.

La partecipazione è gratuita, per questioni organizzative è necessario segnalare la propria presenza a questo link.

Con il patrocinio di

Consigliera di parità della città metropolitana di Roma Capitale

Comune di Roma

Con il prezioso supporto di

Sevenplast srl - www.sevenplast.it

Bisogna fuoriuscire dai sistemi di sinistra o di destra e soprattutto dalla politically correctness, che ha fabbricato molte ricette moralistiche e universalistiche che non tengono conto delle molte differenze che costituiscono la realtà ... Allo stesso modo, non regge più la rappresentazione di un protagonismo che renderebbe conclusa la strada del femminismo, a parte la violenza e la misoginia che le donne continuano a subire, anche se questi sono davvero problemi degli uomini e non delle donne.

Se il nostro protagonismo si riducesse a un computo numerico e percentuale, se esultassimo per i famosi "sorpassi", faremmo un madornale errore. Avremmo promosso la vittoria della quantità e non della qualità, avremmo dimenticato l'insegnamento della sovranità femminile, che nella storia è sempre stata testimone della priorità della sostanza qualitativa di ciò che si fa e di ciò che si desidera essere. Dunque, bisogna riguadagnare la differenza femminile, riascoltarla, ripensarla e riallacciarla alle vicende di popoli tramite quella che si può chiamare scienza della vita quotidiana conservata fino a oggi dalle donne ... e forse smarrita dai popoli che della vita quotidiana sentono orami solo il morso e la fatica. (Annarosa Buttarelli, Sovrane, 2017)

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*in attesa di conferma

Accademia Le donne pensano: Nuove ghinee

Accademia Le donne pensano: Nuove ghinee

Nuove ghinee da destinare alle relazioni quotidiane. C'è un gran bisogno di saper pensare, anzi di ritornare a sapere cosa significa pensare, perché la vita, la buona politica, i rapporti hanno necessità di uomini e donne desiderosi di tornare a capire cosa vuol dire “filosofare”, fuori dai codici astratti della filosofia d'accademia e fuori dai luoghi comuni spacciati per prodotti di pensiero. Si potrebbe dire che è quasi un obbligo insegnare a filoso-fare senza buttare via la filosofia imparata a scuola, tra l'altr sempre più disprezzata, sia per buone ragioni, sia per disgusto verso la cultura umanistica.

Si può ricominciare dalla consapevolezza che la filosofia può essere un cammino che ognuno e ognuna può desiderare di percorrere, ritrovando i significati originari e dirompenti delle sue parole-chiave, divenendo così consapevoli di quale uso se ne può fare nella vita quotidiana, che ha bisogno di essere di nuovo innalzata e onorata dal pensare veramente, qualcosa che è alla portata di molti e di molte di noi.

Le donne pensano: Nuove ghinee

Le donne votano meno degli uomini. Il rischio è la "società delle estranee"

Le donne votano meno degli uomini. Il rischio è la "società delle estranee"

di Annarosa Buttarelli, direttrice scientifica della Scuola di Alta Formazione Donne di Governo pubblicato su "Lo Specchio" de La Stampa il 25 settembre 2022

Nel mondo occidentale il tema dell’astensionismo dal votare è, sempre più, un tema “caldo”, anche perché si pone come un’arma a doppio taglio: se da un lato può essere inteso come un grave segnale indirizzato agli schieramenti in competizione elettorale, dall’altro lato può essere un inteso come un vulnus alla democrazia, poiché offre vantaggi non intenzionali alle maggioranze che si costituiscono nel dopo-elezioni.

In Italia, in questo frangente elettorale, l’astensionismo non è mai stato considerato un comportamento troppo pericoloso, se non in occasioni referendarie. Ma stavolta il tema è diventato virale, sia perché si gioca una partita politica molto importante per il futuro del Paese, sia perché anche in questo caso hanno preso la scena le donne, le quali, anche qui, hanno fatto il sorpasso, secondo le proiezioni statistiche: l’astensionismo femminile potrebbe essere al 5% in più di quello maschile. Come mai? Il fenomeno sarebbe strano perché si è visto che nel mondo, dove c’è il suffragio universale, sono le donne a correre a votare in massa (vedi gli stati del nord-Africa, del sud-Africa, ad esempio; le precedenti elezioni in Cile, ecc.) per esprimere la volontà di cambiare il regime o per confermarlo se è sotto minaccia. La situazione italiana è accostabile a questo dilemma e perciò ci si aspetterebbe una mobilitazione elettorale femminile degna della gravità del momento.

Accademia Il respiro delle donne

Accademia Il respiro delle donne

Il respiro delle donne

Custodire, concepire ogni giorno altre parole

Il respiro consapevole porta alla luce, disvela, rivela, fa di ogni resto di nuovo l’intero. Perché per far nascere ogni giorno il mondo, ho bisogno di coltivare il respiro e radicarmi nel corpo, ho bisogno di custodire e concepire parole capaci e capienti, da sempre fedeli. Cominciare e continuare ogni volta il respiro è cominciare e  continuare  ogni volta il respiro del mondo. E’ il nostro riparare  (rimettere insieme i pezzi e proteggere) le parole che fanno la vita, è guadagnare ogni volta tutta la vita che siamo...

Se le donne non votano. Incontro sull'astensionismo femminile

Se le donne non votano. Incontro sull'astensionismo femminile

«Quando nei prossimi anni sarà entrato nel novero delle cose normali e pacifiche l’esercizio del voto femminile, ripensando alla fatica che si è fatta per stimolare e orientare favorevolmente sulla questione uomini di governo, opinione pubblica e attenzione femminile e maschile, ci verrà da ridere»

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