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È morta Laura Lepetit, editrice storica milanese

È morta Laura Lepetit, editrice storica milanese

Era a Festivaletteratura quando uscì “Una femminista distratta” che l'avevo obbligata a scrivere. Fra un po' uscirà un altro librino in cui ha voluto che le scrivessi una nota. Non aggiungo altro: sono una di famiglia, più ancora che amica. Le voglio molto bene, per sempre.

Recitano così le parole commosse di Annarosa Buttarelli, direttrice scientifica della Scuola di Alta Formazione Donne di Governo, alla notizia della scomparsa di Laura Lepetit, editrice milanese, storica amica della filosofa.

Un mondo senza madri - I materiali del convegno

Un mondo senza madri - I materiali del convegno

Il 3 luglio si è tenuto il convegno Un mondo senza madri, presso la Sala delle Colonne della Galleria Nazionale di Arte Moderna a Roma.
Ecco i video dei diversi interventi che si sono susseguiti.

La neolingua. Verso l'Accademia "Le parole che curano"

La neolingua. Verso l'Accademia "Le parole che curano"

L'uso degli acronimi di cui il vocabolario politico, ma anche dell'informazione, si va ormai riempiendo ci riporta alle lucide analisi di George Orwell su gli usi e gli abusi del linguaggio, e su quella che chiamò la neolingua, sintomo di un potere totalitario che si afferma anche attraverso la “pulizia del linguaggio”, lo svuotamento di significato e l'uso di acronimi. Così si esprime in 1984, primo romanzo distopico scritto nel 1948:

La nostra pinacoteca. Il tempo breve di Paula Modersohn Becker

La nostra pinacoteca. Il tempo breve di Paula Modersohn Becker

Ecco la quinta puntata della rubrica di approfondimenti sull'arte "La nostra pinacoteca" a cura di Francesca Mellone che vuole rivelare il contributo di alcune artiste nellab storia dell'arte e dell'immaginario estetico.

Il tempo breve di Paula Modersohn Becker

“Ché la capivi tu, la pienezza dei frutti. / Becker/
e così vedevi i bimbi, dall'interno /
spinti nelle forme del loro esistere. /
E vedevi te stessa infine come un frutto…”

3 Luglio. Un mondo senza madri?

3 Luglio. Un mondo senza madri?

La maternità negli ultimi cinquant'anni ha cambiato volto. Da destino naturale legato all'identificazione della donna con la madre si è mutata in una libera facoltà. Da ruolo socialmente definito è divenuta una scelta privata. Da evento puramente fisiologico è diventata sempre più parte integrante di processi di medicalizzazione. Da processo naturale si è trasformata in fatto programmabile e costruibile nei laboratori attraverso le tecnologie riproduttive che favoriscono la separazione della maternità dal progetto di genitorialità. E soprattutto le giovani generazioni di donne sembrano non coltivarne il desiderio.

Accademia Le parole che curano

Accademia Le parole che curano

Rosella Prezzo presenta l'Accademia Le parole che curano dal titolo:

Vademecum nei tempi bui

Attraversare il linguaggio
16 Giugno. Si può scegliere. Soffrire al lavoro non è una fatalità

16 Giugno. Si può scegliere. Soffrire al lavoro non è una fatalità

La Fondazione Scuola di Alta Formazione Donne di Governo in collaborazione con la Libreria delle donne è orgogliosa di prsentare il volume

Si può scegliere. Soffrire al lavoro non è una fatalità
di Christophe Dejours,
Moretti &Vitali 2021
La Trinità Tradita. 11 Giugno: invito alla lettura

La Trinità Tradita. 11 Giugno: invito alla lettura

In occasione della pubblicazione dell'ultimo libro di Nadia Lucchesi "La Trinità Tradita. La Sapienza femminile attraverso i secoli" edito da Il Poligrafo, la Scuola di Alta Formazione Donne di Governo organizza:

INVITO ALLA LETTURA
11 GIUGNO ORE 17.00

Nadia Lucchesi dialoga con Luana Zanella

La nostra pinacoteca. Lee Krasner e il respiro della pittura

La nostra pinacoteca. Lee Krasner e il respiro della pittura

Ecco la quarta puntata della rubrica di approfondimenti sull'arte "La nostra pinacoteca" a cura di Francesca Mellone che vuole rivelare il contributo di alcune artiste nellab storia dell'arte e dell'immaginario estetico.

Lee Krasner e il respiro della pittura

«Voglio che una tela respiri e sia viva, questo è il punto».

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