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In continuità con il percorso di formazione intrapreso nei mesi precedenti con DONNE DI GOVERNO. La novità storica per tutte le donne impegnate in responsabilità politiche, pubbliche e amministrative, il 19 e 20 gennaio 2024 si terrà a Verona l’iniziativa: Donne e potere: il potere delle donne. Amministrare per restituire, organizzata dalla Fondazione Scuola di Alta Formazione Donne di Governo con la rete La città delle donne e in collaborazione con il Comune di Verona.
Tre grandi rivoluzioni nel pensiero hanno modificato, secondo Freud, l’idea della centralità dell’Uomo. La prima, di Copernico, spazzò via il geocentrismo e la convinzione che l’intero universo ruoti attorno alla Terra. La seconda, di Darwin, minò la centralità della nostra specie e la convinzione che essa sia qualcosa di unico e separato, mentre si è evoluta da altre forme di vita. La terza, rappresentata dalla psicoanalisi stessa che mostrò come il Soggetto non fosse “padrone a casa sua” e che molto del suo comportamento fosse dettato da forze al di fuori della sua coscienza. Ma c’è una quarta rivoluzione, altrettanto fondamentale, sconvolgente e appassionante: quella collettiva del femminismo che mira a superare l’androcentrismo (la credenza nella centralità del maschio) e a spezzarne il dominio, per una liberazione delle donne e per una nuova comune civiltà tra uomini e donne.
di Annarosa Buttarelli
L’odio millenario verso le donne in quanto donne dei femminicidi danno un unico mostruoso senso a quello che sta capitando e che l’uccisione di Giulia Cecchettin fa ascrivere ancora una volta alla mai veramente affrontata “questione maschile”. Spiegazioni che richiamano la ragion di Stato e la geopolitica per le guerre sono, nel 2023, del tutto secondarie e forse inutili.
di Annarosa Buttarelli, articolo pubblicato domenica 26 Novembre su Lo Specchio de La Stampa
Tra i molti dualismi che confondono la nostra epoca vi è lo stupefacente lavorìo intorno al tema della natalità e, dirimpetto, quello della strage di bambini e bambine a causa delle guerre in corso. Se ci si riflette, ci si accorge della assoluta mancanza di logica e di razionalità che si alligna nel travaglio contemporaneo, nel quale, mai come oggi, assistiamo alla progressiva pericolosa evanescenza del pensiero.
Iniziamo dal titolo della ricorrenza: Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Nel 1999 l’ONU diede una descrizione di obiettivi alla giornata, ma non connotò la natura maschile e patriarcale della violenza sulle donne. Più avanti, la violenza maschile viene definita “violenza di genere” e “violenza sulle donne”, continuando a non indicare gli autori e i responsabili della violenza. Così, si è andata attenuando la riluttanza a utilizzare la parola femminicidio, anche se manca ancora lo statuto giuridico di questo reato. Esiste il reato di omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela o convivenza con la vittima di sesso maschile, ma la denominazione femminicidio (uccisione voluta o preterintenzionale di una donna in quanto tale) non compare nel codice penale nella definizione specifica di omicidio di donne in quanto donne.
Si intitola Bene e male. La rivoluzione delle filosofe, ed è il volume di Annarosa Buttarelli in uscita per Tlon l’8 novembre. Il libro esce nella collana Numeri Primi.
Da Flannery O’Connor a Maria Zambrano, passando per Hannah Arendt, Iris Murdoch, Françoise Dolto e tante altre: nel suo ultimo libro Annarosa Buttarelli scardina il tradizionale concetto di bene e male attraverso il pensiero di alcune delle più grandi intellettuali e filosofe del nostro tempo.
La Psicoanalisi ha una vocazione politica che oggi è necessario seguire e ascoltare, perché può essere di aiuto per vedere con più chiarezza la realtà in cui viviamo, sempre più complessa e talvolta confusa in alcuni suoi passaggi. Può aiutarci a vedere meglio come si esprimono, nel presente storico, le differenze tra i generi e, soprattutto, tra i sessi, dove quello femminile è ancora sotto attacco. La psicoanalisi è di aiuto anche alla democrazia, che per la sua importanza va analizzata nei suoi rimossi e nella sua decadenza, per provare insieme ad affrontare ostacoli ostacoli inconsci che rendono difficile la sua rigenerazione.
da Il Fatto Quotidiano di domenica 28 Ottobre 2023
di Annalena Benini
Poche sere fa, per la prima volta, mia figlia ha cominciato a parlare di università e di speranze. Poiché non era mai successo, e anzi a ogni mia goffa domanda sulle idee per il futuro lei rispondeva sempre tirandosi il cappuccio della giacca sulla fronte e scappando in un’altra stanza, sono rimasta in silenzio: ascoltavo e basta. Per non innervosirla, per non rovinare tutto, ma anche perché stava arrivandomi addosso l’evidenza: maggiorenne, partire o restare, partire partire, valigia che si rompe, aereo, Amsterdam forse, vivere da sola, copriti che fa freddo, morire di fame, lavorare, barista, babysitter, troppo vino, strade buie la sera tornando nella stanza in affitto, mai un messaggio a tua madre. Tra pochi mesi cambia tutto, quindi, è così che succede.
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