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L'articolo di Annalisa Camilli apparso su Internazionale con il titolo Perché ci sono pochi corsi di studi femministi nelle università italiane ci stimola a riconoscere i cambiamenti in atto e a rilanciare la scommessa culturale e politica aperta, per tutti, dalla rivoluzione femminile-femminista. Come la Scuola di alta formazione intende fare. Al di là dei vincoli -immaginari o reali- dell'attuale istituzione universitaria, delle etichette con cui si veicolano nuovi contenuti aggiuntivi (Gender-Queer Studies), di proposte di parità soprattutto se calate dall'alto. Perché è il modo di agire la propria libertà con le forme del sapere, nella ricerca e nella docenza, che può costituire un cambio di prospettiva a tutto campo. Per questo rilanciamo la scommessa e pubblichiamo un articolo a firma Muraro-Piussi apparso molti anni fa, ai tempi di un governo di centro-sinistra.
Prof.ssa Anna Maria Piussi
Donne di Governo. La novità storica è un percorso che ha incontrato più di 250 donne impegnate in ruoli di responsabilità pubblica, amministrativa e politica in tante città e comuni italiani. Donne di Governo. La novità storica è uno "spazio di dialogo, di formazione e di relazioni dove si incontrano donne che hanno passione politica e desiderio di dare il loro contributo alla vita delle comunità governando in relazione con le altre donne e in autonomia di giudizio e di pratica".
In continuità con il percorso di formazione intrapreso nei mesi precedenti con DONNE DI GOVERNO. La novità storica per tutte le donne impegnate in responsabilità politiche, pubbliche e amministrative, il 19 e 20 gennaio 2024 si terrà a Verona l’iniziativa: Donne e potere: il potere delle donne. Amministrare per restituire, organizzata dalla Fondazione Scuola di Alta Formazione Donne di Governo con la rete La città delle donne e in collaborazione con il Comune di Verona.
Tre grandi rivoluzioni nel pensiero hanno modificato, secondo Freud, l’idea della centralità dell’Uomo. La prima, di Copernico, spazzò via il geocentrismo e la convinzione che l’intero universo ruoti attorno alla Terra. La seconda, di Darwin, minò la centralità della nostra specie e la convinzione che essa sia qualcosa di unico e separato, mentre si è evoluta da altre forme di vita. La terza, rappresentata dalla psicoanalisi stessa che mostrò come il Soggetto non fosse “padrone a casa sua” e che molto del suo comportamento fosse dettato da forze al di fuori della sua coscienza. Ma c’è una quarta rivoluzione, altrettanto fondamentale, sconvolgente e appassionante: quella collettiva del femminismo che mira a superare l’androcentrismo (la credenza nella centralità del maschio) e a spezzarne il dominio, per una liberazione delle donne e per una nuova comune civiltà tra uomini e donne.
di Annarosa Buttarelli
L’odio millenario verso le donne in quanto donne dei femminicidi danno un unico mostruoso senso a quello che sta capitando e che l’uccisione di Giulia Cecchettin fa ascrivere ancora una volta alla mai veramente affrontata “questione maschile”. Spiegazioni che richiamano la ragion di Stato e la geopolitica per le guerre sono, nel 2023, del tutto secondarie e forse inutili.
di Annarosa Buttarelli, articolo pubblicato domenica 26 Novembre su Lo Specchio de La Stampa
Tra i molti dualismi che confondono la nostra epoca vi è lo stupefacente lavorìo intorno al tema della natalità e, dirimpetto, quello della strage di bambini e bambine a causa delle guerre in corso. Se ci si riflette, ci si accorge della assoluta mancanza di logica e di razionalità che si alligna nel travaglio contemporaneo, nel quale, mai come oggi, assistiamo alla progressiva pericolosa evanescenza del pensiero.
Iniziamo dal titolo della ricorrenza: Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Nel 1999 l’ONU diede una descrizione di obiettivi alla giornata, ma non connotò la natura maschile e patriarcale della violenza sulle donne. Più avanti, la violenza maschile viene definita “violenza di genere” e “violenza sulle donne”, continuando a non indicare gli autori e i responsabili della violenza. Così, si è andata attenuando la riluttanza a utilizzare la parola femminicidio, anche se manca ancora lo statuto giuridico di questo reato. Esiste il reato di omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela o convivenza con la vittima di sesso maschile, ma la denominazione femminicidio (uccisione voluta o preterintenzionale di una donna in quanto tale) non compare nel codice penale nella definizione specifica di omicidio di donne in quanto donne.
Si intitola Bene e male. La rivoluzione delle filosofe, ed è il volume di Annarosa Buttarelli in uscita per Tlon l’8 novembre. Il libro esce nella collana Numeri Primi.
Da Flannery O’Connor a Maria Zambrano, passando per Hannah Arendt, Iris Murdoch, Françoise Dolto e tante altre: nel suo ultimo libro Annarosa Buttarelli scardina il tradizionale concetto di bene e male attraverso il pensiero di alcune delle più grandi intellettuali e filosofe del nostro tempo.
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