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di Sandra Morano, tra le Fondatrici della Fondazione Scuola di Alta Formazione Donne di Governo
C’è qualcosa in comune tra le parole di Emma Ruzzon, la studentessa presidente del consiglio degli studenti, durante l’inaugurazione dell’anno accademico all’Università di Padova, e quelle delle donne che si sono dimesse dai più alti uffici pubblici. Questo discorso, insieme alle recenti dimissioni della prima ministra Sturgeon in Scozia, e, ancor prima, quelle della sua omologa Jacinda Ardern in nuova Zelanda, significano, anche se con tonalità diverse, un NO senza appello ad imperativi patriarcali, a strategie di successo indicate come infallibili, a meriti ignorati da governi e istituzioni formative che non hanno più nulla da offrire, soprattutto al mondo giovanile.
Dopo le elezioni regionali la Lombardia esce con la conferma del governatore Fontana. Cosa è cambiato nella vita delle cittadine e dei cittadini? Come è andata la campagna elettorale per chi ha deciso di “metterci la faccia”? Un profondo senso si solitudine è quello che emerge dalla testimonianza di Donatella Albini, consigliera comunale di Brescia, candidata all’ultimo turno elettorale, che sottolinea come sia necessario tra le donne “rendere visibile la relazione che ci sostiene, per prenderci cura una dell'altra, andando oltre le posizioni di rivendicazione, contrapponendoci alle logiche e ai giochi maschili di potere”.
Proprio nei giorni scorsi, al Nonprofit Women Camp di Torino, Jennifer Guerra una giovane giornalista – anche lei bresciana -, ha parlato di sorellanza come il “riconoscersi in una storia comune, ritrovare pezzi di me stessa nelle altre donne”, un processo che non è neutrale, ma si apprende e si costruisce, ogni giorno insieme.
di Lidia Campagnano, docente dell'Accademia della Maestria Femminile: Gli ideali dei quali non possiamo fare a meno
Non la scuola come la novella bizzarria che si chiama “istruzione e merito” appena rifondata su fantasie di autoritarismo, umiliazioni e disuguaglianza (insomma, a misura dell'attuale ministro), bensì la scuola come la intende la preside Annalisa Savino.
Dopo il successo della prima Accademia Alla fonte delle vite politiche, Lidia Campagnano torna a farci riflettere attraverso un percorso che riguarda "Gli ideali dei quali non possiamo fare a meno".
Il vocabolo "ideale" sembra un reperto di tempi remoti, quantomeno nella cultura occidentale, e va sparendo dai discorsi, dotti o comuni che siano, a volte sostituito dal vocabolo "valori". Ma la sua antichità e il suo svanire hanno forse un senso, è una vicenda, la sua, che ci aiuta a indagare la qualità del nostro presente, quello personale e quello sociale, e a posizionarci di fronte alla vita che viviamo e alla storia che sembra crollarci addosso, incontrollabile e opaca.
Un precedente ciclo di incontri, dal titolo Nelle fessure dell’arte, aveva tentato di evidenziare come nel corso dei secoli la presenza e l’apporto delle donne all’interno della storia artistica siano stati quasi sistematicamente ignorati dai racconti ufficiali, nonostante la notevole messe di studi, in materia, prodotti dal pensiero femminista. Viceversa, Il percorso Sul proscenio dell’arte contemporanea prende atto di come, oggi, la matrice femminile dell’arte costituisca, per qualità e quantità, un dirompente fenomeno mondiale cui spesso, come attesta l’itinerario proposto, il mercato dell’arte assegna cifre di notevole entità.
Ecco un nuovo appuntamento con la rubrica di approfondimenti sull'arte La nostra pinacoteca a cura di Francesca Mellone che vuole rivelare il contributo di alcune artiste nella storia dell'arte e dell'immaginario estetico.
In Afghanistan il governo talebano ha ordinato un divieto a tempo indeterminato dell'istruzione universitaria per le donne del paese, attraverso una lettera del ministero dell'istruzione superiore inviata a tutte le università governative e private. Di seguito una riflessione di Annarosa Buttarelli, direttrice scientifica della Scuola di Alta Formazione Donne di Governo.
di Sandra Morano, tra le Fondatrici della Fondazione Scuola di Alta Formazione Donne di Governo e Coordinatrice Area Formazione Femminile Anaao Assomed
Nel giugno 2019, a chiusura dei lavori della III Conferenza Nazionale “Donne Sanità Sindacato” di ANAAO Assomed, scrivevamo: ”più volte abbiamo lamentato sui temi della Sanità l’assenza di una visione: ecco un invito ad iniziare a discuterne”. Da allora abbiamo visto di tutto dalla crisi epidemica a quella climatica fino alla guerra vera in Europa. Per la sanità è stato un periodo durissimo fatto di emergenza, sacrifici, un lavoro infinito, anche ora che il virus sembra attenuare i suoi effetti.
Soprattutto il SSN ha sentito la mancanza di una vera vision e di una altrettanto vera analisi delle sue fragilità a partire da quella relativa al suo capitale umano, cioè quelle donne e quegli uomini che ogni giorno ne garantiscano la sua esistenza e la sua continuità. Quel che resta, infatti, di un progetto che solo 40 anni fa sembrava un ideale di universalità da sviluppare al meglio, è oggi un sistema alle prese con un lavoro di cura da esplicitare al meglio e che dovrà anzitutto rimodellarsi su uno shifting di genere.
In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne, abbiamo chiesto alla Senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, quanto ancora c'è da fare per combattere un fenomeno che, come lei dichiara, è insito nella cultura del nostro Paese.
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