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Negli ultimi vent'anni, la Corea del Sud è emersa come una delle potenze culturali più dinamiche al mondo. Cinema, musica, tecnologia, letteratura e design hanno ridefinito l'immaginario globale, trasformando Seoul in un polo creativo strategico tra Oriente e Occidente. Un paese capace di coniugare innovazione e tradizione, dove le donne stanno riscrivendo il proprio ruolo nella società e nella produzione culturale. Attraverso tre incontri tematici, questo ciclo propone uno sguardo critico e visivo su alcuni degli aspetti più rilevanti della Corea contemporanea.
A cura di Veronica Croce.
--->ATTENZIONE! Tre incontri tematici saranno, a causa di uno sciopero nazionale, solo in modalità online. La partecipazione è gratuita.
Questa estate non ci lascia tranquille, né tranquilli a noi donne e uomini con coscienza. Il mondo sta correndo davvero un pericolo grande, mentre la disumanizzazione di ogni aspetto dei legami sociopolitici e delle istituzioni sta procedendo a spron battuto. Chi ha a cuore la verità e le sorti di un futuro molto prossimo non può esimersi dal fare quadrato attorno a Francesca Albanese. Una grande figura di intellettuale onesta con un'anima luminosa come ormai poche sono rimaste. Ho firmato questo appello che si rivolge al capo dello Stato soprattutto, sperando che l'acquiescenza colpevole non abbia inghiottito anche lui. Circolano numerose raccolte di firme per aderire ad appelli tutti accorati. Scegliete quello che volete, ma scegliete. Io ho messo la mia firma personale a questo invitando la Fondazione a fare altrettanto perché compaiono persone con cui lavoriamo. Però ho messo la firma personale anche a altri appelli che stanno raccogliendo le adesioni per candidare al Nobel per la Pace Francesca Albanese, insieme ai medici presenti a Gaza. Teniamo conto che Albanese ha tutti i beni bloccati dal governo USA. E ha fatto da sempre il suo lavoro pro bono.
Annarosa Buttarelli, Direttrice Scientifica Fondazione Scuola di Alta Formazione Donne di Governo
Continua la guerra quotidiana che nessuno chiama tale. È la guerra sui corpi inermi di donne (anziane, giovani, giovanissime), con i suoi bollettini di morte, ferite, sopravvissute (che vanno ad alimentare in notevole proporzione il numero delle “persone portatrici di handicap”).
Una guerra che trascina anche con sé le vite di bambine e bambini orfani, segnati a vita e lasciati senza sostentamento. Una guerra per la quale non si prospetta nemmeno la pace, l’armistizio, il cessate il fuoco, ma solo pene più severe. Si piangono e si contano le “cadute”, si hanno reazioni emotive, moti di indignazione ma la guerra continua immutata; anzi, si rinnova nell’età sempre più giovane delle vittime e dei loro carnefici (formati nella visione della pornografia più sadica in cui le donne sono sempre lì pronte e felici di esaudire le fantasie più perverse degli uomini). In questa guerra variano magari le armi: dalla pistola al coltello alla pietra alle mani nude, in una sorta di macabra regressione di quegli “strumenti contundenti” di cui si è dotata “la civiltà”.
Gli incontri sono dedicati a tre artiste, partecipi – ognuna sulla base di un linguaggio intimamente proprio - del radicale riesame dei codici figurativi attuata dalle avanguardie artistiche del Novecento.
di Nadia Lucchesi, 25 Aprile 2025
A parlar bene di Papa Francesco non si sbaglia: chi ne parla male, per lo più, sogna una Chiesa “indietrista”, che si fa setta, che non sa rapportarsi con le sfide del presente e dimentica che la tradizione “è sempre aperta, come le radici dell’albero, e l’albero cresce”.
Parlando bene di Papa Francesco si confermano le sue scelte coraggiose: la sua costante fede nella pace, perché “la speranza non delude” anche quando tutto parla di guerra; il suo riconoscimento del valore del dialogo nel contesto globale segnato da "intolleranza e odio"; la sua attenzione per le "periferie esistenziali"; la sua preoccupazione per i migranti, per la tragedia delle morti in mare; il suo amore per la povertà, accolta come sorella; la sua visione del Creato, che va custodito e rispettato.
di Annarosa Buttarelli, pubblicato su Specchio de La Stampa domenica 6 Aprile 2025
Si è sempre detto che la legge segue i cambiamenti avvenuti nella società, che li registra e li rende evidenti agli occhi di tutti. Nel disorientamento generale, abbiamo ancora questo senso comune? A me sembra, riflettendoci, che in questa transizione storica la legge si sia agganciata piuttosto al mainstream, ovvero alla morale imposta pubblicamente. Oppure, solleciti in modo sorprendente quel cambiamento della mentalità che un tempo doveva fare da traino.
La guerra e la pace sono temi che attraversano la storia dell’umanità, ma oggi più che mai si impongono alla nostra attenzione attraverso le immagini e le narrazioni dei conflitti in corso, una comune esperienza delle guerre soltanto viste attraverso gli schermi. Per questo la Fondazione propone un'Accademia a cura della filosofa Rosella Prezzo, autrice del libro uscito da poco: Guerre che ho (solo) visto (Moretti & Vitali).
Proponiamo l'intervento di Maria Grazia Caligaris, Presidente dell'associazione culturale "Socialismo Diritti Riforme ODV" in occasione dell'incontro "Donne al vertice: basta essere una donna?" svoltosi nell'Aula consiliare del Comune di Assemini.
La mia riflessione, con umiltà, intende partire dal quesito posto a fondamento della tavola rotonda. “Donne ai vertici: basta essere una donna?”. Un quesito che usando l’artificio retorico, ha già una risposta. Certo non basta essere donna per cambiare le dinamiche comportamentali nel ricoprire un incarico di vertice, ma sono convinta che possa fare la differenza. Ovviamente devono sussistere delle condizioni di garanzia. I diritti purtroppo non sono acquisiti per sempre e soprattutto in questo momento storico vengono messi in discussione, anche se al governo del nostro Paese c’è una premier donna.
Se il numero di donne in ruoli di potere aumenta, seppur lentamente, l’autorevolezza e l’autorità femminile faticano ad affermarsi davanti alle tante difficoltà che la politica delle donne continua vivere in tutti i campi dalla salute alla scuola, dal lavoro alle amministrazioni pubbliche. Quali sono le pratiche e le esperienze positive dell’esercizio di potere di origine femminile capaci di trasformare le istituzioni pubbliche di origine patriarcale?
“Donne di governo. La novità storica” è in prima linea su questi temi e periodicamente, in modo costante, organizza proposte formative, giornate di studio e occasioni di incontro, per tutte le donne impegnate in responsabilità politiche, pubbliche e amministrative, in tutta Italia. Abbiamo incontrato più di 250 donne durante gli appuntamenti in Lombardia, Emila Romagna, Marche, Lazio e Veneto, creando uno spazio trasversale a tutte le appartenenze di partito.
Si svolgerà il prossimo 24-25 gennaio ad Assemini, in provincia di Cagliari una due giorni di formazione, “Donne ai vertici: Basta essere una donna?”, organizzata insieme all’Assessorato alla Cultura del Comune di Assemini.
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