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«Se non c’è libero consenso, è stupro». La riforma del reato di violenza sessuale

In un tempo in cui la violenza contro le donne continua a crescere nonostante anni di battaglie femminili politiche e culturali, il lavoro portato avanti dalla Presidente Martina Semenzato e dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio rappresenta un esempio concreto di impegno istituzionale condiviso e trasversale.

Le donne del Parlamento italiano – di tutti i partiti e schieramenti politici – hanno scelto di superare le appartenenze ideologiche per affrontare insieme un’emergenza nazionale che riguarda la dignità, la libertà e l'inviolabilità del corpo femminile.

Il documento che pubblichiamo, approvato all'unanimità alla Camera, affronta il riordino delle normative al contrasto della violenza economica e digitale, fino all’uso dell’intelligenza artificiale per la prevenzione dei reati. La Fondazione si pone come osservatrice privilegiata di questo processo legislativo, grazie alla consulenza della Direttrice scientifica Annarosa Buttarelli alla Commissione parlamentare di inchiesta sui femminicidi, in quanto l’inviolabilità del corpo femminile “fa parte dell'ordine simbolico".

In allegato il doumento ricevuto dalla Presidnete della Commissione Parlamentre di inchiesta su femminicidio Martina Semenzato

Roma, 12 novembre 2025

La Commissione di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, dopo l’approvazione all’unanimità della relazione sul riordino della normativa in materia di violenza di genere, finalizzato alla adozione del Testo Unico e della relazione sugli orfani di femminicidio, sta terminando quella sui c.d. braccialetti elettronici (dispositivi di controllo a distanza del rispetto delle misure cautelari), sul diritto comparato delle normativa dei Paesi della Unione Europea, sulla violenza economica e sulla dimensione digitale della violenza sulle donne.

Le relazioni - risultato di una ampia attività conoscitiva, sostanziatasi in un articolato ciclo di audizioni di rappresentanti di istituzioni e associazioni e di esperti con competenze diversificate – si concludono con riflessioni e sollecitazioni per futuri interventi legislativi volti a colmare le lacune normative o a potenziare gli strumenti già esistenti. Sono solo alcuni dei 17 punti di inchiesta che la Commissione di Inchiesta si è prefissata di sviluppare nel corso della legislatura.

In una logica di continuità con i lavori della precedente Commissione, è in dirittura di arrivo l’articolata analisi del fenomeno della vittimizzazione secondaria nei procedimenti civili all’indomani della riforma Cartabia.

Di estrema attualità è anche l’indagine sulle applicazioni della intelligenza artificiale in funzione predittiva dei reati di violenza domestica e di genere (sul modello del Viogen spagnolo). Le inchieste future avranno ad oggetto anche le tematiche dello sport, della salute, della formazione (scolastica e degli operatori del settore), dei CAV e CUAV e dei casi di femminicidio.

Martina Semenzato

firmasemenzato




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