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Donne al Governo. Giovanna Piaia commenta i dati dell'ultima tornata elettorale

Donne al Governo. Giovanna Piaia commenta i dati dell'ultima tornata elettorale

Donne al governo. Senza dubbio una novità storica che nella lentezza e intermittenza del suo manifestarsi ci pone un duplice impegno. Rendere permanente l'ascesa in campo delle donne nelle posizioni di governo della cosa pubblica quanto delle professioni e della conoscenza, per guadagnare un riconoscimento di autostima e reputazione che connoti la qualità' differente del nostro potere. Luci ed ombre affuscano il percorso.


Anche le ultime elezioni amministrative ci presentano l'andamento lento e discontinuo della crescita nonostante le normative incentivanti della doppia preferenza promossa dalla legge 215 del 2012 con il limite dei 2/3 per entrambi i sessi nelle liste dei candidati, corretta successivamente al 40% nel 2014 dalla legge Delrio.
Ciononostante la media delle donne membre di giunte e consigli resta del 32%, quota fortemente disomogenea nel territorio nazionale.
Se osserviamo i dati delle Sindache la criticità e' piu' evidente. Dal report di Anci su 7904 Comuni solo 1140 sono Sindache, pari al 14%. Non si scorge avanzamento nelle ultime elezioni di giugno, dove nei 13 capoluoghi al primo turno abbiamo nessuna eletta. Dopo elezioni del 2021 a fronte di nessuna eletta, 4 sindaci sono subentrati alle sindache. I numeri hanno la loro importanza soprattutto quando la visione dei fenomeni è rappresentata per genere. Il genere deve stare in attenzione vigilata, perché il genere fa la differenza. Attivare il genere come criterio ordinatore favorisce l'analisi delle disuguaglianze e le azioni prioritarie.
Si dice ripetutamente: la crisi ha aumentato le disuguaglianze e quindi è necessario trovare nuovi strumenti. Se l'Europa si è dotata di una strategia per la parità di genere 2020-25 e l'Italia ne ha una 2021-26, ogni Comune ne dovrebbe avere una. Il governo locale può agire da vicino, creare processi dialogici, fare aumentare la quota decisionale della cittadinanza. Noi donne di governo non possiamo trascurare il genere.
Si dice da tempo "le donne si occupano della città abitandola", hanno visioni concrete: quali politiche sociali, urbanistiche, quali luoghi di svago e di cultura, quale lavoro e quali Servizi rendono la vita delle donne meno gravosa?
Governare non è un'azione neutra, la differenza è una categoria politica. Le donne che assumono ruoli di governo devono rimanere fedeli a sè stesse, al loro genere che sanno interpretare per dare una nuova dimensione al mondo più umana, dialettica, anche conflittuale ma dialogica e pacifica.
Ci sono tante prassi trasformative nelle esperienze delle donne che governano, da conoscere,da estendere, buone pratiche nel mainstreaming di genere. Potremmo fare un "vademecum del fare".
Diceva la sindaca Valentina Palli all'appuntamento del 16 Giugno "Donne di Governo. La novità storica" a Ravenna : «All'eccellenza femminile dobbiamo dare un posto d'onore, ma poi dobbiamo anche saper ribaltare il tavolo delle regole quando sbagliate o inique».
Il confronto stimola, rigenera, rinfranca le nostre fatiche. Ecco perché merita l'impegno poter costruire una Rete fra Donne di Governo.
Un'impresa relazionale e culturale che per essere diffusa e toccare tante realta' ha bisogno di sostegno anche economico se abbiamo a cuore un cambio di civiltà orientato dalle donne.

Giovanna Piaia
Coordinamento La Novità Storica - Ravenna




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